Rosa canina, come usare la versione rustica della regina dei fiori

Rosa canina, come usare la versione rustica della regina dei fiori

Vi siete mai chiesti perché la rosa canina si chiami così? La ragione sta in una susperstizione molto antica, che vorrebbe che la radice di questa versione rustica della regina dei fiori avesse la proprietà di guarire dalla rabbia. Ovviamente si tratta solo di una credenza popolare ma le galle e il frutto della rosa canina, la più diffusa tra le rose selvatiche, hanno comunque proprietà interessanti e molto utili alla salute.

Iniziamo dalla galla, chiamata anche col nome persiano bedegar, tramandato dai medici arabi. Questa escrescenza ricoperta da filamenti che avvolge il ramoscello della rosa è causata dalla puntura di un imenottero (il Cynips rosae) è un ottimo tonico e rinforza le difese immunitarie, favorisce la cicatrizzazione di ferite e piaghe ed è un valido aiuto in caso di calcoli renali. L’infuso e il decotto sono molto semplici da preparare, come abbiamo più volte spiegato negli altri articoli di questa sezione del blog.

Il frutto si raccoglie invece ai primi freddi. Tondo e rosso, o arancione, è in realtà un ricettacolo fruttifero e non u vero frutto. Anche in questo caso potrete utilizzarlo in decotto o in polvere, sciroppo, marmellata, confettura o liquore come rimedio eccellente per problemi intestinali come crampi, nausee o indigestioni.

La rosa canina contiene provitamina A, vitamina C e D. Cento grammi di rosa canina contengono l’equivalente di vitamina C di un chilo di limoni.

Raccolta

Le galle si possono raccogliere in estate, i frutti a fine autunno o in inverno, quando saranno completamente maturi.

 

INFUSO E DECOTTO

di petali: mettete mezza manciata di petali in un litro di acqua bollente

di galle: mettete una manciata di galle in un litro di acqua bollente

di frutti: svuotate il ricettacolo fruttifero da semi e peluria e mettete una manciata in un litro d’acqua bollente

decotto prolungato: mettete una manciata di frutti svuotati in acqua bollente e lasciate ridurre fino a dimezzare la quantità d’acqua

sciroppo: fate macerare i frutti per due o tre giorni nel vino rosso, filtrate e aggiungete la stessa quantità di zucchero. NON FATE CUOCERE

marmellata: raccogliere i frutti dopo la prima gelata, pulirli di semi e peluria e tritate. aggiungere la stessa quantità di zucchero e mescolare a lungo a fuoco lento

liquore: in tre litri di acquavite fate macerare per un mese un chilo di frutti e mezzo chilo di zucchero candito. Filtrate e allungate con acqua pura a vostro piacimento

 



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