Ultimissimi

Il Castello di Praga tra arte e giardini

Il Castello di Praga tra arte e giardini

Buongiorno, cari ecoviaggiatori. Non scrivo da un po’ e nel frattempo molte novità sono arrivate nella mia via – quindi ho buone giustificazioni per l’assenza. Per farmi perdonare voglio regalarvi il ricordo del mio primo viaggio internazionale, ormai lontanissimo nel tempo ma sempre vivido. Forse […]

Bocca da baciare con le spezie naturali

Bocca da baciare con le spezie naturali

Oggi, tra i mille fogli che nelle mie varie e temporanee abitazioni riesco a mettere da parte, ho ritrovato una vecchia – quasi antica, direi – ricetta di un collutorio alle spezie, e ho subito pensato ai miei 25 lettori. Ve la propongo, perché la […]

Isole Saroniche sì, ma mai in minicrociera!

Isole Saroniche sì, ma mai in minicrociera!

Sebbene mi fossi ripromessa di non consigliarlo mai a nessuno, vorrei raccontare oggi ai miei ecoviaggiatori un’esperienza per me abbastanza disagevole che mi ha comunque permesso di segnare in agenda un ritorno più organizzato alle isole Saroniche, la prossima volta che mi troverò in Grecia. Presa probabilmente da un attacco di follia contaggiosa mi sono convinta, e sono riuscita a persuadere quel pover’uomo che ormai da vent’anni mi accompagna, ad avventurarci in una minicrociera in partenza dal Pireo, per visitare le isole raggiungibili in circa un’ora e mezza da Atene. Nonostante le pessime previsioni meteo e il principio secondo il quale nulla che porti il nome di “crociera” – seppur “mini” – possa mai collimare con le nostre più lontane esigenze, ci imbarcammo in una delle nostre peggiori disavventure di viaggio. Grazie alla quale siamo comunque riusciti a vedere – con la rapidità del suono – ben tre delle cinque isole in un solo giorno, splendide nonostante la tempesta che le avvolgeva. Perché poi il meteo, quando dovrebbe sbagliare non lo fa mai!

La nave, che per farmi sentire a casa odorava di traghetto dello stretto di Messina, è anche stata l’unica su cui abbia mai sofferto il mal di mare (sono stata imbarcata 40 giorni sulla Goletta Verde e 20 sulla Rotta dei Fenici, e mai una nausea. Ma lì sì!). Passiamo alle cose serie, cosa segnare sulla vostra agendina prima di visitare questi piccoli paradisi che, disagi da turista di massa a parte, meritano una tappa se vi trovate nelle vicinanze di Atene. Poros è una piccola isola, molto verde e forse anche romantica, se non fosse che noi l’abbiamo visitata in un’atmosfera da Armageddon. Come per le altre due isole, è impossibile non coglierne la bellezza con qualsiasi condizione meteorologica. Poros è composta da due terre collegate da un piccolo istmo, percorribile in bicicletta e sicuramente rilassante, al punto da rinfrancare anche noi nelle condizioni di cui sopra. L’unico monumento importante dell’isola è il monastero di Zoodochos Pigis, immerso in un ambiente naturale eccezionale. Sull’isola si trova anche un tempio a Poseidone, purtroppo in pessimo stato.

Dopo Poros siamo stati portati in tutta fretta ad Aegina, ancora con il desiderio di vedere meglio e capire di più. Problemi con l’attracco e varie disavventure non ve le racconterò, se non per dirvi di andare soli come sempre vi consiglio e non lasciarvi sedurre mai dai professionisti del turismo organizzato. Aegina è forse la più ateniese tra le isole del golfo Argo Saronico. Questa isola, per la maggiore vicinanza alla capitale, si considera quasi un quartiere di Atene. Qui potrete visitare le piccole spiagge o la più grande, nella località Agia Marina. Ma per sentire la vera Aegina vi consiglio di visitare i villaggi di pescatori di Persika e Souvala.

Ultima nostra tappa è stata Hydra, un’isola che alcuni non pensano neanche che si trovi nel Peloponneso, per quanto è isolata dalle altre. Nella sua ala più orientale, che i greci chiamano Argolida, si trovano posti storici che tutti conosciamo: Micene, Argo ed Epidauro. Non ve lo aspettavate, eh? La particolarità di Hydra è proprio quella di restare isolata nonostante la vicinanza alle due città di Atene e Nafplio. Il suo lungomare ha la forma di un ferro di cavallo, un semicerchio di piccole botteghe artigiane e taverne, dove è anche possibile fare spesa di prodotti tipici e pistacchi locali.

Insomma, per essere brevi, le isole greche vanno assolutamente visitate. La loro bellezza luminosa risplende anche nei giorni di burrasca. Ma siate più cauti di me, organizzate bene il vostro viaggio e fermatevi con calma in ognuna di esse. Meritano molto di più di un turismo mordi e fuggi.

Profumi per fazzoletti e altre piccole magie

Profumi per fazzoletti e altre piccole magie

Sapete che nell’Ottocento una donna elegante non sarebbe mai uscita senza tenere tra le mani un fazzoletto di lino ricamato e profumato? Col tempo il fazzoletto diventò più piccolo e si rifugiò tra il palmo della mano e l’apertura del guanto. La mia bisnonna e […]

L’incanto delle Fiandre tra i grachten di Bruges

L’incanto delle Fiandre tra i grachten di Bruges

Esistono i luoghi perfetti? Sì, il mondo ne è pieno. Oggi voglio mostrarvene uno, e raccomandarvi di visitarlo quando vi troverete in Belgio. La città che vi racconto è Bruges, patrimonio dell’UNESCO dal 2000. Se mi chiedeste qual è la cosa che ricordo meglio di […]

Addio doppie punte con l’olio di sapote

Addio doppie punte con l’olio di sapote

Riuscite a immaginare un frutto che metta insieme gli aromi di mandorle amare, ciliegie, patate dolci e zucca? Esiste, è l’albicocca dei Caraibi e si chiama sapote o chikoo. Cresce dalla Pouteria sapota – della famiglia delle Sapotacee di cui fanno parte anche Argan e Karité –, una pianta originaria delle foreste pluviali dell’America Centrale e quindi di tutti gli stati che si affacciano sui Caraibi. Dal suo seme nero e lucido si ricava un preziosissimo olio cosmetico, detto sapuyul, che già Maya e Aztechi utilizzavano come lenitivo per la pelle e rinforzante per i capelli. Loro chiamavano la pianta zapote e la usavano soprattutto a fini alimentari, traendo grande beneficio dal carico di vitamine A, B, C, E e K, dal ferro, potassio e calcio che essa contiene. Vi ho già spiegato come usare il burro di karité e come creare una maschera con caffè e olio di cocco per avere una pelle perfettamente idratata. I miei consigli non possono che continuare con questo concentrato di carotene, lisina e squalene che permette di nutrire in profondità le pelli più mature  e agire da ricostituente e antiossidante grazie all’acido linoleico (ricco di omega 6). L’olio è molto efficace nella protezione delle membrane dagli agenti atmosferici, ed è di ausilio per contrastare la caduta dei capelli.

Come altri oli, anche il sapuyul si solidifica col freddo, ma basta immergerlo in acqua calda per farlo tornare allo stato liquido e usarne tutte le ricche proprietà.

Sperimentate pure gli usi che amerete di più con questo olio, usandolo anche su escoriazioni e dermatiti. Io vi offro una ricetta per i capelli, ma sono certa che vorrete provarlo per molti altri fini.

MASCHERA PER CAPELLI – Mescolate un cucchiaio di olio di sapote e un cucchiaino di olio di Girasole. Miscelate e disponete sui capelli già umidi tenendo in posa per mezzora. Risciacquate con acqua tiepida. Il trattamento è consigliato due volte a settimana per prevenire le doppie punte, fortificare il capello e nutrire la cute. L’impacco è utile anche nei periodi in cui si perdono molti capelli, per favorirne la ricrescita.

Bellezza e memoria tra Sprea e East Side Gallery

Bellezza e memoria tra Sprea e East Side Gallery

I miei venticinque lettori (ok, mi sto montando la testa!) hanno ormai capito che tipo di “viaggio nel viaggio” sono solita indicarvi. Non vi stupirà quindi che il mio consiglio, se vi trovare a visitare Berlino, è quello di non perdervi una passeggiata a pochi […]

Tutti i benefici della radice di astragalo

Tutti i benefici della radice di astragalo

Dopo avervi parlato del chyawanprash come rimedio di grande efficacia nell’attivazione della telomerasi nelle cellule bianche del sangue, oggi voglio parlarvi dell’astragalo. Si tratta di una pianta erbacea perenne delle Fabaceae, originaria della Cina e della Mongolia diffusa in tutte le zone temperate dell’emisfero boreale, […]

Il simbolo di Firenze in più di duemila colori

Il simbolo di Firenze in più di duemila colori

Se vi trovate a Firenze nel mese di maggio, un appuntamento che non potete perdere è la visita al Giardino dell’Iris, a piazzale Michelangelo, dove è possibile vedere in fioritura 2500 varietà del fiore che è simbolo di questa città. Ho visitato il giardino, con marito e bimba al seguito, appena dopo la metà del mese. Purtroppo già una buona parte della fioritura non era più visibile. Vi consiglio per questo di programmare la vostra visita alle prime aperture delle porte, che permettono l’ingresso appena venti giorni l’anno. I toscani chiamano l’iris “il ghiaggiolo”, perché la leggenda vuole che il fiore crescesse nella Valle dell’Arno, colorato di bianco e un po’ di azzurro come se fosse di ghiaccio. Anche Monsignor Vincenzo Borghini, nei Discorsi del 1584, racconta che il giglio che figura nello stemma della città abbia origine dalla Iris florentina della pianura dell’Arno. In origine sul Gonfalone di Firenze l’iris era bianco in campo rosso. I colori sono stati invertiti dai Guelfi tra il 1266 e il 1267, dopo la cacciata dei Ghibellini. Mutamento che anche Dante ci racconta per bocca dell’avo Cacciaguida, nel Canto XVI del Paradiso, “tanto che ‘l giglio non era ad asta mai posto a ritroso, né per divisïon fatto vermiglio”.

Nei suoi due ettari e mezzo, il giardino vi offre iris barbate intermedie e nane, giapponesi, sibirica, louisiana e di moltissime altre varietà. I fiori crescono rigogliosi tra scalette e vialetti di pietra serena, frutto delle ibridazioni sperimentate ogni anno, fin dal 1954, dai coltivatori che partecipano al concorso internazionale bandito ogni anno Dal Comune di Firenze in collaborazione con la Società Italiana dell’Iris. I rizomi di ogni varietà sono inviati a Firenze da ibridatori di tutto il mondo nel periodo che va da giugno a settembre. Qui vengono coltivati per tre anni prima di essere giudicati da una giuria internazionale che non conosce il nome dell’ibridatore. Chi vince, porta a casa un fiorino d’oro.

Il giardino si può visitare da soli, o accompagnati da una guida previa prenotazione. È anche possibile partecipare ai corsi che si tengono durante il breve periodo di apertura, tra cui quello di ibridazione a quello di acquarello, o fare colazioni letterarie ascoltando Shakespeare di fronte a un cappuccino di buon mattino.

Per tutelare le coltivazioni non è permesso l’accesso di animali domestici. L’ingresso è gratuito e di solito possibile già dagli ultimi giorni di aprile.

Ridiscendendo dal giardino dell’iris vi consiglio una sosta anche al giardino delle rose, aperto tutto l’anno, dove è possibile godere di una splendida visuale sulla città attraverso “la valigia” che incornicia Firenze. Qui trovate mille varietà botaniche e ben 350 specie di rose antiche, una piazzola di sosta per l’osservazione e una fontanella per rinfrescarvi. C’è anche una vasca con pesci e ninfee, dove la mia bimba si è fermata a giocare e riposarsi. Buona passeggiata.

Passeggiare nella pace perfetta in Val di Mello

Passeggiare nella pace perfetta in Val di Mello

Oggi voglio parlarvi di una località molto bella da scegliere come meta per una bella passeggiata, se vi trovate in Lombardia. Mi sono più volte ripromessa raccontarvi la Valtellina, dove ho vissuto alcuni mesi, e l’occasione offerta dalla primavera mi pare ottima per farlo adesso. […]


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