Ultimissimi

Isole Saroniche sì, ma mai in minicrociera!

Isole Saroniche sì, ma mai in minicrociera!

Sebbene mi fossi ripromessa di non consigliarlo mai a nessuno, vorrei raccontare oggi ai miei ecoviaggiatori un’esperienza per me abbastanza disagevole che mi ha comunque permesso di segnare in agenda un ritorno più organizzato alle isole Saroniche, la prossima volta che mi troverò in Grecia. […]

Profumi per fazzoletti e altre piccole magie

Profumi per fazzoletti e altre piccole magie

Sapete che nell’Ottocento una donna elegante non sarebbe mai uscita senza tenere tra le mani un fazzoletto di lino ricamato e profumato? Col tempo il fazzoletto diventò più piccolo e si rifugiò tra il palmo della mano e l’apertura del guanto. La mia bisnonna e […]

L’incanto delle Fiandre tra i grachten di Bruges

L’incanto delle Fiandre tra i grachten di Bruges

Esistono i luoghi perfetti? Sì, il mondo ne è pieno. Oggi voglio mostrarvene uno, e raccomandarvi di visitarlo quando vi troverete in Belgio. La città che vi racconto è Bruges, patrimonio dell’UNESCO dal 2000. Se mi chiedeste qual è la cosa che ricordo meglio di questa città delle Fiandre Occidentali, a parte la sua aria austera e curata, risponderei “le cuberdon”, le caramelle di gomma arabica dure fuori e gommose dentro. A Bruges si dice che la ricetta sia di un membro del clero locale – cuberdon è proprio il cappello del prete. A Gand invece pensano che la ricetta sia del loro farmacista De Vynck, che conservava così le droghe dopo aver notato la cristallizzazione degli sciroppi. Non pensate che i troppi zuccheri mi abbiano dato al cervello, le caramelle coniche di Bruges, esposte una sull’altra in piramidi che compongono vetrine progettate con perizia, rispecchiano perfettamente il suo genius loci. Devo dire di non essere una cultrice del Belgio. Troppo cupo, per i miei gusti. Ma per questa città faccio un’eccezione. L’ho trovata incantevole in ogni angolo.  E poi ha dedicato un museo alle patatine fritte, il ché è tutto dire!

Passeggiare senza impegni per Bruges è il modo migliore per godere la città. Il centro storico medievale è circondato dai Grachten, nome olandese dei Reien, i canali. Vi segnalo, tra le molte bellezze che la rendono unica, il carillon del Beffroi di Bruges, la torre civica che contiene ben 47 campane. Col sole o con la pioggia, girare tra i viali alberati, entrare alla Chiesa di Nostra Signora – dove si trova la scultura della Madonna col Bambino di Michelangelo – o visitare il Groeningemuseum con le sue opere di Hieronymus Bosch e altri pittori, è sempre bello. Le quattro porte che circondano la città, KruispoortGentpoortSmedenpoort e Ezelpoort, danno un senso di protezione e mi hanno fatto sentire abbracciata. Ricordo di avere fatto una strana foto. Ho fotografato una crepa su un muro, a dimostrazione che anche a Bruges si potesse trovare un’imperfezione. Ma credetemi, non è facile. La cura dei luoghi è assoluta.

Io e marito abbiamo raggiunto la stazione partendo da Bruxelles, con un viaggetto di circa un’ora e mezza. Le vie pianeggianti permettono di girare facilmente in bicicletta. Alla stazione ne vedrete moltissime, ammassate vicino alle aiuole. Questo per me è rimasto il vero mistero di Bruges: come fa il primo che lascia la bici a riprenderla, dopo che gli altri 50 hanno lasciato sopra la loro? Questi sono quesiti destinati a rimanere senza risposta. Speriamo in una puntata di Voyager.

Addio doppie punte con l’olio di sapote

Addio doppie punte con l’olio di sapote

Riuscite a immaginare un frutto che metta insieme gli aromi di mandorle amare, ciliegie, patate dolci e zucca? Esiste, è l’albicocca dei Caraibi e si chiama sapote o chikoo. Cresce dalla Pouteria sapota – della famiglia delle Sapotacee di cui fanno parte anche Argan e […]

Bellezza e memoria tra Sprea e East Side Gallery

Bellezza e memoria tra Sprea e East Side Gallery

I miei venticinque lettori (ok, mi sto montando la testa!) hanno ormai capito che tipo di “viaggio nel viaggio” sono solita indicarvi. Non vi stupirà quindi che il mio consiglio, se vi trovare a visitare Berlino, è quello di non perdervi una passeggiata a pochi […]

Tutti i benefici della radice di astragalo

Tutti i benefici della radice di astragalo

Dopo avervi parlato del chyawanprash come rimedio di grande efficacia nell’attivazione della telomerasi nelle cellule bianche del sangue, oggi voglio parlarvi dell’astragalo. Si tratta di una pianta erbacea perenne delle Fabaceae, originaria della Cina e della Mongolia diffusa in tutte le zone temperate dell’emisfero boreale, in luoghi erbosi e boschi caducifogli tra i cento e 1.400 metri di altitudine. La radice di questa pianta è un rimedio classico per la stanchezza secondo la medicina tradizionale cinese, che la chiama huáng qí. Come l’amlaki rayasana, ingrediente base del chyawanprash, anche la radice di astragalo contiene preziose sostanze che riattivano la telomerasi e potenziano il sistema immunitario. Il dottor Berrino, nel suo libro Ventun giorni per rinascere, spiega che un attivatore della telomerasi estratto da questa radice, il TA-65, somministrato con la dieta, ha migliorato una serie di parametri legati alla longevità sia nel topo che nell’unico esperimento finora condotto sull’uomo, migliorandone il metabolismo del glucosio, la densità ossea, la funzionalità cardiaca, la pelle e il sistema immunitario.

La radice di astragalo può essere usata in forma di estratto secco, decotto o tintura madre. Ricordiamo sempre che la fitoterapia non è un gioco e anche le erbe sono farmaci che hanno le loro controindicazioni. In questo caso infatti può esserci interazione farmacologica con betabloccanti, anticoagulanti, sedativi e ipnotici. L’astragalo è sconsigliato in gravidanza e in allattamento.

Le dosi di assunzione consigliate prevedono da 400-500 mg di estratto secco una volta al giorno per un’azione preventiva e immunostimolante, oppure 600-800 per 2 volte al giorno, lontano dai pasti, per gli stati infettivi. In alternativa potete assumere un decotto con dosi variabili da 1 a 30 grammi di radice secca, o prendere da 20 a 50 gocce di tintura madre due volte al giorno.

Riconosciute le eccezionali qualità di tonico e immunostimolante, della radice di astragalo non standardizzata esistono anche compresse, i cui principi attivi sono però poco biodisponibili. Se scegliete di assumere l’astragalo con tisane e infusi, valutate che questo tipo di somministrazione non permette di misurare con esattezza quanto principio attivo avete assunto, quindi gli effetti potrebbero essere inferiori a quelli desiderati.

Il simbolo di Firenze in più di duemila colori

Il simbolo di Firenze in più di duemila colori

Se vi trovate a Firenze nel mese di maggio, un appuntamento che non potete perdere è la visita al Giardino dell’Iris, a piazzale Michelangelo, dove è possibile vedere in fioritura 2500 varietà del fiore che è simbolo di questa città. Ho visitato il giardino, con […]

Passeggiare nella pace perfetta in Val di Mello

Passeggiare nella pace perfetta in Val di Mello

Oggi voglio parlarvi di una località molto bella da scegliere come meta per una bella passeggiata, se vi trovate in Lombardia. Mi sono più volte ripromessa raccontarvi la Valtellina, dove ho vissuto alcuni mesi, e l’occasione offerta dalla primavera mi pare ottima per farlo adesso. […]

L’elisir di lunga vita si chiama chyawanprash

L’elisir di lunga vita si chiama chyawanprash

Esiste un elisir di lunga vita? Forse sì, se per filtro vitale intendiamo tutti quegli ingredienti bioattivi e antiossidanti utili a rimettere indietro le lancette del nostro personale orologio. Si può ringiovanire? Senza esagerazioni, si può affermare che l’attivazione di geni favorevoli è un percorso possibile. Per questo oggi voglio parlarvi del chyawanprash, letteralmente “marmellata di quaranta erbe di Chyawan”, il vecchio saggio che la leggenda narra ringiovanito grazie a questo preparato tradizionale della medicina ayurvedica.
Il chyawanprash sembra funzionare anche alla prova della nostra medicina moderna. Una sperimentazione controllata randomizzata su 116 anziani trattati con l’amla- amlaki in sanscrito, noto anche come ribes indiano o uva spina indiana, che è l’ingrediente fondamentale del chyawanprash – ha dimostrato un aumento significativo della capacità di riparazione del DNA. Un’analoga sperimentazione ha mostrato la capacità della stessa dose di amlaki rasayana di attivare nelle cellule bianche del sangue la telomerasi, enzima che aggiunge sequenze ripetitive di DNA non codificante e contribuisce a mantenere integri i cromosomi (fonte: Ventuno giorni per rinascere, Berrino-Lumera-Mariani, Mondadori).

Inoltre il chyawanprash agisce sul sistema immunitario, sulla digestione, sulla respirazione, sulla glicemia, sul livello di grassi nel sangue, e in quanto eccezionale antiossidante ci aiuta a mantenere la pelle giovane. Un antico testo che espone le virtù ayurveda, la Caraka Samhita, afferma che “anche un vecchio getta tutte le sue infermità ed emerge con carnagione fresca e giovanile”.

Gli ingredienti sono una bella lista che comprende componenti molto ricchi di erbe e minerali, ma il 50 per cento del composto è proprio l’amla, il ribes indiano. Ecco l’elenco di tutto ciò che trovate dentro il chyawanprash, per chi volesse spulciarlo per bene: Emblica officinalis, Sida cordifolia, Phaseolus trilobus, teramnus labialis, Pistacia integerrima, Phyllanthus niruri, Dendrobium macraei, Terminalia chebula, Tinospora cordifolia, Glycyrrhiza glabra, Dioscorea bulbifera, erba dado, Boerhhavia diffusa, Asparago racemosus, Nymphaea stellate, tuberosa Pueraria, Adhatoda vasica , curcuma zedoaria, Bacopa monniera, Ghee (burro chiarificato), canna da zucchero, Piper longum, Elletaria cardamomum, Caryophyllus aromaticus, Anacyclus piretro, Cinnamomum zeylanicum, Cinnamomum tamala, Mesua ferrea, cotogne Aegle, Gmelina Arborea, Oroxylum indicum, phlomidis Clerodendrum, suaveolens stereospermum , Desmodium gangeticum, Uraria picta, Solanum indicum, Solanum surattense, Crocus sativus.

Questa marmellata, che personalmente ho trovato buonissima e anche vagamente simile per sapore ai mostaccioli che mi preparava la mia bisnonna, si cucina in conformità con una autentica ricetta ayurvedica in un processo della durata di più giorni, in modo che i suoi effetti benefici siano massimizzati. Le erbe vengono mescolate in 13 litri d’acqua. L’amla viene legata in un panno e poi appesa in immersione nell’acqua, con un particolare processo che si chiama Swedana. Poi l’acqua viene portata ad ebollizione e, rimossi i semi dall’amla, si prepara la pasta che poi sarà cucinata con le quaranta erbe in olio di sesamo e ghee (burro chiarificato). Esiste anche una versione vegan, che non contiene il ghee.

Quali saranno i benefici dell’assunzione regolare di questa marmellata semisolida?

Migliora il sistema digestivo grazie ad amla e cannella, che agiscono su iperacidità e meteorismo. Anche l’eliminazione delle scorie è agevolata dall’assunzione quotidiana

In quanto importante riserva di vitamina C naturale concorre a rafforzare il sistema immunitario

Mantiene efficiente l’apparato cardiovascolare e migliora apprendimento e memoria. Ha un’azione calmante, quindi antistress

Migliora le funzioni respiratorie e e idrata le mucose. È ottimo in caso di tosse, raffreddore o asma

Migliora la bellezza di pelle, unghie e capelli prevenendo le infezioni. Questo perché favorisce l’assorbimento di calcio e altri minerali importanti che rafforzano le ossa e prevengono anche l’osteoporosi

La presenza di Phyllanthus niruri, Emblica officinali, Boerhavia diffusa e Tinospora cardifolia lo rende un ottimo tonico per depurare il fegato

Migliora le funzioni dell’apparato riproduttivo e regola il ciclo

Facilità la sintesi proteica e tonifica la muscolatura

Nessuna controindicazione è segnalata in un uso costante del chyawanprash. Segnalo però che la medicina ayurvedica ritiene molte delle componenti di chyawanprash “erbe calde”, e in effetti dopo l’assunzione si può percepire un senso di calore anche piacevole a gola e petto, mitigabile con un bicchiere di latte d’avena o, peer chi lo assume, semplice latte vaccino.

Scegliete la stagione in cui volete seguire la vostra gustosa “cura”. Se si sta assumendo chyavanprash per migliorare la salute delle vie respiratorie, come nel caso di asma o bronchite, allora potete prenderlo durante l’inverno. Se lo si sta assumendo per migliorare l’immunità generale, prendetelo in estate.

Chyawanprash è un prodotto piuttosto costoso. Scegliete con attenzione il vostro, che troverete con facilità sul web. Meglio sceglierne uno senza conservanti, soprattutto se pensate di fare una cura lunga alcuni mesi. Io ne ho scelto uno del costo di 22 euro per mezzo chilo. Attestatevi più o meno su questa spesa, perché il vostro prodotto dovrà essere eccellente. Considerate che le dosi per l’uso quotidiano sono di un solo cucchiaino da caffè alla mattina, e uno in prima serata.

Buona degustazione e buona salute a tutti!

Pelle a tutto sprint con i fondi del caffè

Pelle a tutto sprint con i fondi del caffè

Dopo varie settimane di silenzio eccomi tornata, insieme alla primavera, per proporvi un paio di ricette antispreco che rimettano in sesto la nostra pelle dopo questo lungo inverno. Ingrediente base il caffè, ottimo antiossidante che ogni giorno buttiamo via nei fondi della caffettiera. Eppure numerosi […]


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