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Tutti i benefici delle alghe verdi in cucina

Tutti i benefici delle alghe verdi in cucina

Sapevate che le alghe verdi contengono un’altissima quantità di proteine, addirittura tra il 20 e il 65 per cento? In particolare la spirulina, col suo 65 per cento, contiene il doppio delle proteine di carne e soia. Sebbene non siano tanto diffuse nella dieta mediterranea, […]

Torta della salute, buona anche senza zucchero

Torta della salute, buona anche senza zucchero

Ecco una ricetta tutta naturale e vegan per chi volesse un dolce da servire a colazione leggero e nutriente. Mescolate in una ciotola 300 grammi di farina integrale, una bustina di cremor tartaro già miscelato al bicarbonato di sodio (lo trovate in commercio anche così), […]

Dolci soffici e naturali col Cristallo di Sant’Antimo

Dolci soffici e naturali col Cristallo di Sant’Antimo

Oggi voglio parlarvi del cremor tartaro, un ingrediente importante in pasticceria che fa parte della nostra storia gastronomica italiana e soprattutto del Sud Italia. Si tratta di un sale di potassio dell’acido tartarico, il bitartrato di potassio, e solitamente viene utilizzato insieme al bicarbonato di sodio come agente lievitante. Associato all’acqua la leggera acidità del cremor tartaro provoca l’idrolisi del bicarbonato e lo sviluppo di anidride carbonica gassosa, e può quindi sostituire il lievito chimico per preparare pizze, pane e soprattutto dolci o come stabilizzante per preparare le meringhe. Come già detto, l’azione lievitante si ottiene soltanto se il cremor tartaro si associa al bicarbonato di sodio ed entrambi vengono sciolti in un liquido. In commercio potete trovare il cremor tartaro già mescolato al bicarbonato, per maggiore praticità. La lievitazione sarà in questo modo più naturale e anche gli intolleranti al lievito potranno gustare le vostre preparazioni.

Anche se questo lievitante è molto usato nella cucina cruelty free, la sua diffuzione non è affatto una novità degli ultimi anni. Le nostre nonne lo hanno usato fino agli anni Cinquanta e lo chiamavano “cristallo di Sant’Antimo”. L’invenzione del lievito chimico lo ha messo in ombra per alcuni decenni ma oggi la cucina green e vegana lo ha riportato in voga a tutto vantaggio della nostra tradizione. Infatti l’industria più fiorente per la produzione del cremor tartaro si trovava in un piccolo paesino in provincia di Napoli, proprio Sant’Antimo, e la storia di questo derivato dalla fermentazione dell’uva o del tamarindo – estratto con metodi del tutto naturali – è strettamente legata a quella della dinastia dei Borbone. Infatti nel 1781, Ferdinando IV concesse una “privativa” per la creazione della prima fabbrica di Cremore di Tartaro nel Regno di Napoli. Nel 1850 la sua esportazione rappresentava una voce importante nell’economia del Regno delle Due Sicilie ma secondo alcune testimonianze storiche, a Sant’Antimo, il suo commercio esisteva già nel 1615.

A questo punto non vi resta che provarlo. Qui vi regalo la ricetta della Torta della salute, così avete già una scusa per fare rifornimento di questo prezioso alleato in cucina!

 

Argan, l’estrazione a freddo di un olio prezioso

Argan, l’estrazione a freddo di un olio prezioso

Buongiorno a tutti gli ecoviaggiatori. Anche questa mattina voglio condividere con voi qualche informazione che mi sono portata a casa al rientro dal Marocco, prima di questo lockdown che ci ha tenuti barricati in casa per tanto tempo. Avrei voluto scrivere prima quanto abbiamo imparato […]

La forza balsamica della Nigella Sativa

La forza balsamica della Nigella Sativa

Il post di oggi lo dedico a Marito e al nostro amico Vincenzo, entrambi diventati fan della Nigella Sativa dopo il nostro viaggio in Marocco e i lunghi discorsi con lo strano erborista che ce l’ha fatta conoscere e apprezzare con mille dettagli in un forbito […]

Shampoo solido, amico dei capelli e dell’ambiente

Shampoo solido, amico dei capelli e dell’ambiente

Cari i miei eco-lettori, da tempo mi ripromettevo di provare erecensire per voi uno shampoo solido, detergente che permette un enorme risparmio di plastica e dura molto di più di quello liquido, permettendo un doppio risparmio per l’economia domestica e per il Pianeta. Dopo varie ricerche ho finalmente trovato uno shampoo il cui elenco degli ingredienti mi ha convinta e l’ho acquistato, promuovendolo a pieno. Non è importante sapere quale ho scelto ma è importante saper leggere la lista degli ingredienti e soprattutto non confondere lo shampoo solido con la normale saponetta, preparato con
grassi e soda caustica disciolta in acqua con un ph basico, e quindi non adatto al lavaggio dei capelli.
Lo shampoo solido è infatti preparato con tensioattivi solidi ricavati dall’olio di cocco e ha quindi un ph meno basico, che va bene per pulire i capelli. A questi tensioattivi solidi si aggiungono acqua,
olii, burro vegetale nutriente e olii essenziali.

Va detto che lo shampoo solido contiene ingredienti molto naturali e a base di oli nutrienti che non danneggiano i nostri capelli e il cuoio capelluto ma proprio in quanto molto naturale potrebbe non dare al
primo lavaggio l’effetto a cui siete abituati con gli shampoo ricchi di siliconi e parabeni. Io devo dire di essermi subito trovata molto bene ma se i capelli dovessero sembrarvi un po’ meno morbidi potrete
mettere qualche goccia di olio nutriente. Io uso un olio purissimo di Argan acquistato in Marocco ma potrete trovarne di ottimi in qualsiasi erboristeria. Vi suggerisco di fare un po’ di schiuma tra le mani e passarla tra i capelli invece di strofinare il pezzo di shampoo direttamente sui capelli, perché questo permetterà di ottenere un risultato migliore.

Lo shampoo solido dà ai capelli molta luminosità ma se si volesse un risultato maggiore vi ricordo il solito trucco del risciacquo con acqua e aceto di mele, che rende i capelli davvero brillanti. Mi raccomando, dopo il lavaggio dei capelli, di lasciare asciugare lo shampoo prima di chiuderlo in un portasapone, per evitare che si deteriori. Marito ha creato un piccolo piedistallo con il tappo in plastica di una bottiglia, in modo da sollevarlo un po’ dal piano su cui lo lasciamo e riesca ad asciugarsi bene anche sotto. Come ho già detto, non vi dirò quale shampoo solido ho scelto io perché sono moltissimi quelli con un ottimo elenco degli ingredienti. Basterà quindi leggerlo prima dell’acquisto – che sia presso un negozio fisico o on line – facendo attenzione che non ci siano elementi dannosi come il Laurilsolfato di Sodio (SLS). Per chi volesse un aiuto per la lettura dell’inci (ovvero dell’elenco degli ingredienti), vi consiglio di scaricare l’app CodeCheck che permette per questi e per tutti gli altri prodotti di igiene o alimentari di verificare la purezza degli elementi presenti con la semplice scannerizzazione del codice a barre.

Covid-19 e cambiamenti climatici, il mio appello al Premier Conte

Qui Trovate il mio videomessaggio per il Premier Conte. La crisi del Covid-19 non può non farci pensare al tipo di mondo che vogliamo, da ora in avanti. Un mondo capace di futuro, sostenibile, possibile, che ci porti a nuovi abitudini che siano compatibili alla […]

Marrakech, nella città rossa tra spezie e incantatori

Marrakech, nella città rossa tra spezie e incantatori

Attenzione, post ad alto contenuto emotivo! Siamo di rientro dal nostro primo viaggio in quattro! Sofia è nata a luglio e finalmente abbiamo varcato insieme a lei i confini nazionali alla volta del Marocco. Colori, profumi, musiche orientali e atmosfere piene e calde ci sono […]

La clorofilla, il sangue verde che migliora la nostra salute

La clorofilla, il sangue verde che migliora la nostra salute

Tutti sappiamo che la clorofilla permette alle piante di assorbire la luce del sole, ma forse non tutti ne conoscono i benefici sulla nostra salute. Basta guardare la struttura della clorofilla per notare quanto sia simile a quella dell’emoglobina, la proteina contenuta nei globuli rossi responsabile del trasporto di ossigeno alle cellule del nostro corpo. La differenza tra clorofilla ed emoglobina sta solo nel fatto che nella prima l’atomo centrale è di magnesio e nella seconda è di ferro. Su questa base la scienziata giapponese Yoshihide Hagiwara ha proposto una tesi interessante, secondo la quale il corpo umano sarebbe capace di trasformare la clorofilla in emoglobina. Questo spiegherebbe perché molti vegetariani e vegani non avrebbero alcun problema di anemia, a differenza di chi mangia poche verdure a foglia verde. Personalmente, non ho mai sofferto di carenza di ferro, neanche durante le mie due gravidanze, pur tenendo una dieta vegetale da ormai quindici anni.

Secondo la dottoressa Hagiwara la clorofilla sarebbe dunque un valido aiuto per contrastare l’anemia ma i benefici non finiscono qui. La clorofilla purifica il sangue, potenzia il sistema immunitario e alcuni studi attualmente in corso tendono a confermarne l’effetto di prevenzione delle malattie oncologiche.

Tra le verdure a maggior contenuto di clorofilla troviamo gli spinaci. Trenta grammi ne contengono da 300 a 600 milligrammi. Se non vi piacciono, non farete comunque fatica a trovare piante ricche di questa preziosa sostanza, visto ogni pianta a foglia verde contiene clorofilla.

 

 

 

 

 

Rosa canina, come usare la versione rustica della regina dei fiori

Rosa canina, come usare la versione rustica della regina dei fiori

Vi siete mai chiesti perché la rosa canina si chiami così? La ragione sta in una susperstizione molto antica, che vorrebbe che la radice di questa versione rustica della regina dei fiori avesse la proprietà di guarire dalla rabbia. Ovviamente si tratta solo di una […]


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