Ultimissimi

La clorofilla, il sangue verde che migliora la nostra salute

La clorofilla, il sangue verde che migliora la nostra salute

Tutti sappiamo che la clorofilla permette alle piante di assorbire la luce del sole, ma forse non tutti ne conoscono i benefici sulla nostra salute. Basta guardare la struttura della clorofilla per notare quanto sia simile a quella dell’emoglobina, la proteina contenuta nei globuli rossi […]

Rosa canina, come usare la versione rustica della regina dei fiori

Rosa canina, come usare la versione rustica della regina dei fiori

Vi siete mai chiesti perché la rosa canina si chiami così? La ragione sta in una susperstizione molto antica, che vorrebbe che la radice di questa versione rustica della regina dei fiori avesse la proprietà di guarire dalla rabbia. Ovviamente si tratta solo di una […]

Il Castello di Praga tra arte e giardini

Il Castello di Praga tra arte e giardini

Buongiorno, cari ecoviaggiatori. Non scrivo da un po’ e nel frattempo molte novità sono arrivate nella mia via – quindi ho buone giustificazioni per l’assenza. Per farmi perdonare voglio regalarvi il ricordo del mio primo viaggio internazionale, ormai lontanissimo nel tempo ma sempre vivido. Forse la passione per i viaggi, la mia sindrome di wanderlust, è iniziata proprio lì, a Praga, in nove giorni di vagabondaggio che non potrò mai dimenticare. Come di consueto, il mio suggerimento andrà su un solo luogo “da non perdere”. Scelgo il Catello di Praga, una costruzione bellissima e complessa – oltre che molto grande – formata da palazzi ed edifici circondati da molte piccole stradine suggestive in cui vi consiglio vivamente di perdervi. I diversi edifici del castello valgono tutti una visita, ma di certo non si può perdere una puntata alla Cattedrale di San Vito, il simbolo di Praga. Uno degli angoli più suggestivi del complesso è il Vicolo d’oro, all’interno del recinto del castello. Qui si trovano le case colorate in cui un tempo stavano gli orefici boemi, oggi soppiantati da negozietti di artigianato locale. Sempre da segnare in agenda è l’antico Palazzo Reale, oggi molto diverso dal palazzo in legno del IX secolo. Lungo la vostra passeggiata – e avrete già capito che vi consiglio di passarci almeno mezza giornata – trovate la Basilica di San Giorgio, del 920, poi ampliata col Convento di San Giorgio nel 973. Qui oggi si trova la sede che accoglie la collezione d’arte boema del XIX secolo della Galleria Nazionale di Praga. In questo luogo ho visto per la prima volta un quadro di Pablo Picasso. Non ricordo se in mostra temporanea o permanente, ma ricordo di esserne rimasta colpita, commossa, turbata. Nello stesso complesso è possibile visitare la Torre Daliborka, famosa prigione della città che inizialmente accoglieva solo i membri della nobiltà. Poco distante anche la Torre Negra, prigione per i debitori – galeotti che usufruivano di molti privilegi – chiamata così a seguito dell’incendio che l’annerì. Il nome si contrappone a quello della Torre Bianca, antica prigione per i nobili. Infine, la Torre delle Polveri del XV secolo, parte della fortificazione del castello e affascinante laboratorio degli alchimisti del monarca Rodolfo II. L’area del Castello di Praga contiene ben sei giardini per noi “ecocentrici”, il Giardino reale, il Giardino sul terrazzo del maneggio barocco (giardini del Nord), Giardino del bastione (giardino occidentale), il Giardino del paradiso, il Giardino sui bastioni, il Giardino del cervo (giardino del Sud) e il Fossato del cervo. Qui potrete trovare anche comode aree di sosta e godervi la natura di Praga nei mesi prima dell’estate, lo stesso periodo in cui ci sono stata io. Programmate la vostra uscita con tranquillità, scegliendo una bella giornata di sole e, come sempre vi raccomando, senza alcuna fretta. Il viaggio è un tempo sacro.

Bocca da baciare con le spezie naturali

Bocca da baciare con le spezie naturali

Oggi, tra i mille fogli che nelle mie varie e temporanee abitazioni riesco a mettere da parte, ho ritrovato una vecchia – quasi antica, direi – ricetta di un collutorio alle spezie, e ho subito pensato ai miei 25 lettori. Ve la propongo, perché la […]

Isole Saroniche sì, ma mai in minicrociera!

Isole Saroniche sì, ma mai in minicrociera!

Sebbene mi fossi ripromessa di non consigliarlo mai a nessuno, vorrei raccontare oggi ai miei ecoviaggiatori un’esperienza per me abbastanza disagevole che mi ha comunque permesso di segnare in agenda un ritorno più organizzato alle isole Saroniche, la prossima volta che mi troverò in Grecia. […]

Profumi per fazzoletti e altre piccole magie

Profumi per fazzoletti e altre piccole magie

Sapete che nell’Ottocento una donna elegante non sarebbe mai uscita senza tenere tra le mani un fazzoletto di lino ricamato e profumato? Col tempo il fazzoletto diventò più piccolo e si rifugiò tra il palmo della mano e l’apertura del guanto. La mia bisnonna e sua sorella lo tenevano lì. Quando ero piccola ricordo che anche io ne piegavo uno e lo infilavo nel polsino del mio maglione, per averlo a portata di mano come facevano loro. Questi romantici fazzoletti finirono la loro carriera in fondo alle borse, senza più profumo, e oggi sono stati del tutto sostituiti da quelli di carta. Ma sui listini di alcune antiche erboristerie i profumi artigianali hanno mantenuto il nome di “mazzetti per fazzoletto”, composizioni di erbe e fiori tenuti in infusione per due o tre settimane in alcool da cui si ottengono profumi freschi e delicati. Ho trovato su un vecchio libro le ricette più in voga di quel mondo dimenticato e ve le ripropongo con i nomi originali, perché anche voi possiate improvvisarvi profumieri. Ricordate che i singoli componenti vanno messi in alcool puro a 90 gradi nella quantità sufficiente a discioglierli, poi dovrete filtrati in più volte per renderli limpidi. Vi ricordo che trovate qui una ricetta che vi spiega come preparare gli oli essenziali, valida per ogni profumazione.

Mazzetto dell’imperatrice Eugenia Mescolare dieci gocce di essenza di geranio, muschio, fiori d’arancio, gaggia, muschio, ambra, tabacco

Mazzetto d’amore Mescolare 100 ml di essenza di gelsomino, rosa, violetta e gaggia (in preparazione unica) e 50 ml di muschio e ambra (in preparazione unica)

Mazzetto dei baci rubati Si compone di nove profumi: estratto di ginestra e di iris (in preparazione unica) 30 ml, verbena, rosa e gaggia (in preparazione unica) 15 ml, ambra e tabacco (in preparazione unica) 10 ml, due gocce di citronella e una goccia di muschio

Mazzetto fiori di primavera Questo mazzetto ha ispirato molti grandi profumi. Mescolate mezzo litro di estratto di rose, mezzo litro di estratto di violetta, 70 ml di estratto di gaggia, 50 ml di essenza di bergamotto, 20 ml di ambra, poche gocce di menta o citronella. Riducendo le dosi in modo proporzionale per qualche arcano motivo il risultato non è lo stesso, quindi se volete avventurarvi in questa elaborazione, anche se vi costerà un po’ in produzione o acquisto delle essenze di base, avrete comunque un profumo che potrete regalare e usare per anni.

Mazzetto dei crociati Mescolare 10 gr di tintura d’ambra (ottenuta per macerazione di 10 grammi di ambra in 50 grammi di alcool) e due ml di ognuna di queste essenze: lavanda, issopo, maggiorana, basilico, rosmarino, pepolino.

Il profumo è inebriante. Divertitevi, inebriatevi. Buone alchimie!

 

 

L’incanto delle Fiandre tra i grachten di Bruges

L’incanto delle Fiandre tra i grachten di Bruges

Esistono i luoghi perfetti? Sì, il mondo ne è pieno. Oggi voglio mostrarvene uno, e raccomandarvi di visitarlo quando vi troverete in Belgio. La città che vi racconto è Bruges, patrimonio dell’UNESCO dal 2000. Se mi chiedeste qual è la cosa che ricordo meglio di […]

Addio doppie punte con l’olio di sapote

Addio doppie punte con l’olio di sapote

Riuscite a immaginare un frutto che metta insieme gli aromi di mandorle amare, ciliegie, patate dolci e zucca? Esiste, è l’albicocca dei Caraibi e si chiama sapote o chikoo. Cresce dalla Pouteria sapota – della famiglia delle Sapotacee di cui fanno parte anche Argan e […]

Bellezza e memoria tra Sprea e East Side Gallery

Bellezza e memoria tra Sprea e East Side Gallery

I miei venticinque lettori (ok, mi sto montando la testa!) hanno ormai capito che tipo di “viaggio nel viaggio” sono solita indicarvi. Non vi stupirà quindi che il mio consiglio, se vi trovare a visitare Berlino, è quello di non perdervi una passeggiata a pochi passi dalla East Side Gallery, lungo le sponde del fiume Sprea.
L’East Side Gallery è il nome dato al tratto più lungo del muro di Berlino, dopo l’abbattimento del 1989 (un chilometro e 300 metri), quando 118 artisti provenienti da 21 Paesi lo hanno usato come sfondo per le loro eccezionali opere. Cento e un graffito sul lato est del muro, diventato una galleria a cielo aperto. La passeggiata parte da Mühlenstraße, nella parte nord, e arriva a Oberbaumbrücke, verso la parte più giovane e moderna della città. Chi volesse potrà anche attraversare il ponte neogotico, percorrere un tratto in Stralauer Allee, attraversare l’ex zona industriale e fermarsi a osservare le eccezionali forme architettoniche del music lifestyle hotel Nhow, progettato da Sergei Tchoban.
La passeggiata si estende per un paio di chilometri in tutto. Le acque dello Sprea addolciscono un’atmosfera resa vibrante e a tratti feroce dalla memoria di cui è carico il Muro. Ho trovato questo angolo di città uno di quelli che meglio rappresenta le molte contraddizioni di Berlino, una città complessa e bellissima, addolorata ed entusiasta. Modernissima, nonostante il suo passato.

Anche se non ci troviamo in centro, raggiungere la zona è molto semplice perché i mezzi la servono bene. Piccola nota per vegetariani e vegani, che pensano di poter mangiare solo patate al forno durante il loro soggiorno a Berlino. Contrariamente a come si pensa, trovare ottimo cibo cruelty free in città è molto facile. A questo indirizzo trovate un elenco con i migliori ristoranti veggy della città.

Tutti i benefici della radice di astragalo

Tutti i benefici della radice di astragalo

Dopo avervi parlato del chyawanprash come rimedio di grande efficacia nell’attivazione della telomerasi nelle cellule bianche del sangue, oggi voglio parlarvi dell’astragalo. Si tratta di una pianta erbacea perenne delle Fabaceae, originaria della Cina e della Mongolia diffusa in tutte le zone temperate dell’emisfero boreale, […]


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