Ultimissimi

Pelle a tutto sprint con i fondi del caffè

Pelle a tutto sprint con i fondi del caffè

Dopo varie settimane di silenzio eccomi tornata, insieme alla primavera, per proporvi un paio di ricette antispreco che rimettano in sesto la nostra pelle dopo questo lungo inverno. Ingrediente base il caffè, ottimo antiossidante che ogni giorno buttiamo via nei fondi della caffettiera. Eppure numerosi […]

Agro-omeopatia, se a guarire sono le piante

Agro-omeopatia, se a guarire sono le piante

Con un piccolo strappo alla regola ospito un articolo non mio, ma dell’agro-omeopata (e amico) Francesco Di Lorenzo. Lo faccio perché mi pare opportuna una riflessione sull’omeopatia, sui suoi effetti sull’uomo e sugli studi per l’applicazione delle terapie alle piante. Il mio stupore sui numeri […]

Metti a New York, una notte al museo

Metti a New York, una notte al museo

Per gli appassionati dell’evoluzione del nostro Pianeta una visita da non perdere, se vi trovate a New York, è sicuramente quella all’American Museum of Natural History, uno dei più grandi musei al mondo in tema di biologia, ecologia, zoologia, astronomia, geologia, antropologia e molto altro. Negli ambienti affascinanti e a tratti quasi inquietanti di questo bellissimo posto è stato girato il film con Ben Stiller “Una notte al museo”. In effetti alcune stanze sembrano davvero potersi animare come nel film, tanto sono suggestive.

Avevamo già deciso di non perdere l’occasione per una bella e rilassata passeggiata tra le halls del museo, ma un temporale che ci ha sorpresi mentre passeggiavamo a Central Park ci ha fatto anticipare i programmi, zuppi e in tutta fretta. Il museo si sviluppa su quattro piani ricchi di sorprese, a cominciare dall’enorme scheletro di dinosauro che accoglie i visitatori nella hall di ingresso. Splendida la perfetta ricostruzione della balenottera azzurra, sospesa a mezz’aria nella sala degli Oceani. Ma vanno di certo segnalate anche la Fossil hall – area dedicata a mammut e dinosauri – e le ricostruzioni fedelissime dei molti habitat naturali. Tra le cose da non perdere, la canoa da guerra Haida degli indigeni canadesi, lunga 19 metri e completamente intagliata nel legno. Nella Dorothy and Lewis B. Pullman Hall potrete vedere anche le rocce lunari e un grosso meteorite, e se amate l’astronomia vi consiglio di fare cumulativamente al biglietto era il museo quello  per l’Hayden Planetarium, che si trova all’interno della bella struttura moderna del Rose Center for Earth and Space. Sulla volta del planetario potrete vedere interessanti filmati sul cielo, e attorno alla struttura potrete ripercorrere le tappe fondamentali dell’evoluzione dell’Univero attraverso un percorso a spirale che racconta stelle, pianeti e galassie.

Raggiungere la 79th strada sul lato ovest di Central Park, dove si trova il museo, è molto semplice perché sia la metropolitana B che la C hanno una fermata dedicata (81th strada). Scendete qui, arrivate nell’Upper west side di Manhattan, dove trovate l’ingresso al museo, e godetevi una visita alla scoperta delle nostre radici. Ah, se lo incontrate…salutatemi Ben Stiller!

Ecologici dalla nascita con i pannolini lavabili

Ecologici dalla nascita con i pannolini lavabili

Luglio col bene che ti voglio…sei un mese ottimo per provare i pannolini lavabili. Quale periodo meglio dell’estate per fare un po’ di shopping e provare quelli che le utilizzatrici seriali chiamano più semplicemente “pl”? Con la bella stagione si asciugano subito e le cover […]

Il lampone, tutta la salute dell’estate

Il lampone, tutta la salute dell’estate

Quando voglio portare un esempio di quanto la natura sappia prendersi cura di noi racconto di quando, in Valtellina, abbiamo trovato la cucina di un agriturismo già chiusa e rischiavamo di restare a pancia vuota. Il problema non si poneva tanto per noi, ma di […]

Zanzare alla larga con piante e odori naturali

Zanzare alla larga con piante e odori naturali

Estate fa rima con punture? Purtroppo tra le tante gioie di questa bella stagione c’è anche qualche inconveniente, e le care zanzarine sono tra questi. Una piccola curiosità che forse in molti non conoscono è che a pungerci sono sempre e solo le zanzare femmine già fecondate, che hanno bisogno del nostro sangue perché l’emoglobina è per loro necessaria allo sviluppo delle uova. I maschietti invece preferiscono il nettare dei fiori. Risparmiandovi – seppure ne sarei tentata – di imbarcarmi in un’apologia della povera mamma zanzara che deve garantire la sopravvivenza ai suoi piccini, andiamo a vedere come garantire invece ai nostri di non risvegliarsi pieni di quei gonfiori pruriginosi che il nostro sistema immunitario dà in risposta all’anticoagulante contenuto dalla saliva delle zanzare.

Le piante L’alternativa più naturale sono ovviamente le piante. Avere in casa o in giardino gerani, lavanda, citronella, eucalipto, basilico, rosmarino, menta, timo, calendula e melissa ci permette di allontanare le zanzare e avere aria fresca nei nostri ambienti. Ottima anche la catambra, che grazie alla grande quantità di catalpolo presente nelle sue foglie emette un aroma che noi non sentiamo ma dal quale le zanzare scappano a zampe levate

Oli essenziali sempre derivati dalle piante, sono un aiuto importante per salvarsi dalle punture delle quasi settanta specie di zanzare pronte a pungerci in Italia. Attenzione, sebbene io li usi anche per la mia piccolina di due anni e mezzo alcuni bambini sotto i cinque anni sono estremamente sensibili a questi odori forti e potrebbero avere piccole reazioni allergiche. Diluite gli oli essenziali in un po’ di olio di mandorle, per rendere l’odore meno intenso. Io trovo efficacissima la lavanda, seguita da legno di cedro, limone, citronella, patchouli, erba gatta e tea tree. Al primo posto si posiziona però l’olio di neem, che ho conosciuto da poco tempo ma ha già superato tutti i test contro le zanzare più agguerrite. Ho comprato cerottini già intrisi di olio, da applicare sui vestiti, e mi trovo molto bene. Tra l’altro anche il National Institute of Malaria Research indiano ha confermato che l’olio di neem sarebbe più efficace del dietiltoluamide, la sostanza presente nei repellenti in commercio. Se volete nebulizzare sul corpo gli oli essenziali, è possibile diluirne 40 o 50 gocce in 20 millilitri di alcol e 70 millilitri di acqua distillata che potete mettere in un contenitore con nebulizzatore. Altra buona ricetta è questa: 40-50 gocce di uno o più oli essenziali sciolti in acqua di amamelide, acqua distillata o bollita e glicerina.Riempite il flacone spray fino a metà con l’acqua, aggiungete l’acqua di amamelide fino a mezzo dito dall’orlo, aggiungete mezzo cucchiaino di glicerina vegetale e le gocce di oli essenziali. Agitate spruzzate abbondantemente.

Foglie e baccelli Madre Natura ci offre prodotti già pronti da strofinare addosso, senza diluire e nebulizzare nulla. Sfregare sul corpo baccelli di vaniglia,  foglie di artemisia, bergamotto, salvia, assenzio, comptonia o ananas difende per un’ora dal raid aereo delle zanzare

Candela alla citronella (o altri oli essenziali) Questa la conosciamo tutti. Ma voi sapreste farla in casa? Non è difficile, basta procurarsi un paio di tazze di cera di soia in scaglie, olio essenziale di citronella, uno stoppino con ferma stoppino, un bastoncino e un barattolo da usare come portacandele. Come prima cosa fissate lo stoppino nel ferma stoppino e inseritelo nel contenitore arrotolato intorno a un bastoncino di legno poggiato orizzontalmente sul bordo del portacandele, per evitare che scivoli via. Sciogliete la cera a bagnomaria o in un pentolino a fuoco bassissimo, continuando a mescolare finché non sarà tutta sciolta. A questo punto potete aggiungere 40 gocce di olio essenziale, amalgamare e versare nel contenitore. Dopo circa un’ora potete già accorciare lo stoppino e usare. Ovviamente

Rimedi fatti in casa Un buon repellente sono anche le due accoppiate aceto di vino-fette di limone e fette di cipolla-chiodi di garofano, semplicemente messi dentro bicchieri da lasciare sul davanzale. L’odore di questi ingredienti è molto sgradito alle zanzare, che non si avvicineranno.

Questi i miei rimedi. Se avete altri consigli scriveteli pure come commento a questo post per allungare la lista di metodi naturali e sicuri per goderci l’estate al riparo dalle punture.

Bonifacio, la bellezza che sfida il mare

Bonifacio, la bellezza che sfida il mare

Siamo quasi ufficialmente in estate, e per questo oggi voglio parlarvi di Bonifacio, un’incantevole cittadella a sud della Corsica che io e marito abbiamo visitato proprio in questo periodo. Non è stato facile scegliere il luogo della Corsica di cui parlarvi in questo post, per […]

Partire in vacanza con i libri amici

Partire in vacanza con i libri amici

Oggi voglio scegliere per me e per voi una selezione di libri da mettere in valigia per le nostre vacanze estive. Niente recensioni, perché alla critica credo generalmente poco. Ma dopo l’estate chi vorrà potrà scrivermi, e magari potremo confrontarci insieme su quello che abbiamo […]

Non ti scordar di me

Non ti scordar di me

LINGUAGGIO DEI FIORI – Il Non ti scordar di me è il fiore legato all’amore sincero e al ricordo affettuoso. Mi perdonerete se oggi vi racconto una storia triste, ma sarà l’occasione per capire come mai questo fiore si chiama così. Un giorno, un cavaliere con l’armatura passeggiava con la sua dama in riva al fiume. Ad un certo punto lei vide questi fiori sulla riva e gli chiese di raccoglierli ma lui, nel farsi avanti verso l’acqua, cadde nel fiume e non riuscì più a risalire, per il peso che portava addosso. Così, mentre il fiume lo trascinava, ebbe solo il tempo di lanciare sulla sponda il mazzolino di fiori che aveva raccolto per lei, e di gridarle “non ti scordar di me” mentre la corrente lo trascinava. La ragazza non lo dimenticò mai e chiamò così quei fiori.

Ora che vi ho rattristati per bene posso dirvi che il nome botanico è molto meno romantico. Questo fiore è stato infatti nominato Mysotis scorpioides perché le sue foglie ricordano le orecchie dei topi e i suoi fiori a grappolo si chiudono all’insù, come la cosa di uno scorpione. Aggiungerei – me lo perdonerete – che a volte non scordar fa più male di una puntura velenosa.

Anche per questo fiore abbiamo versi bellissimi, scritti questa volta da Samuel Taylor Coleridge (Il Pegno): Tolta una ciocca dalla guancia ardente, sedette e tese/ la seta sul telaio e ricamò il suo nome/ tra la rosa muschiata e il non ti scordar di me:/ il suo caro nome, coi suoi ramati capelli!/ Ciò mi forzò a vagare fino al ritorno della primavera,/ non potrei però mai dimenticare il sorriso, lo sguardo,/ la sua voce (che pur d’allegro umore/ m’ha dato il desiderio di pianger di nascosto),/ né l’estasi del bacio virginale/ con cui ella promise che m’avrebbe rinunciato,/ tornata la primavera, alla metà di quel suo caro nome/ e non avrebbe avuto allora altro che il mio!

Stess da jet lag? C’è il cuscino ipnotico

Stess da jet lag? C’è il cuscino ipnotico

Se dopo aver affrontato un lungo viaggio avete problemi nel riposare forse vi sarà d’aiuto quello che, negli anni Venti, veniva pubblicizzato come cuscino ipnotico. In realtà si tratta di un semplice cuscino riempito con erbe e fiori i cui effluvi hanno un effetto rilassante. Preparare un casa […]


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